Relazione sulla “Giornata Internazionale della Lingua Materna” 2018 a Parma

L’UNESCO ha proclamato il 21 febbraioGiornata Internazionale della Lingua Materna” per promuovere la diversità linguistica e culturale. Anche a Parma, come in molte altre città italiane ed estere, si è tenuto un incontro per celebrare questo importante evento, con il patrocinio del Comune. Per l’occasione, il Gruppo Esperanto ‘Giorgio Canuto’ di Parma, organizzatore storico dell’evento negli anni scorsi, ha collaborato con l’associazione cittadina ‘Oltre il Ponte’ per offrire una vasta gamma di interventi e testimonianze, che hanno coinvolto attivamente un pubblico di circa quarantacinque persone. I commenti e le riflessioni spontanee del pubblico alla fine hanno ribadito l’importanza di una riflessione continua su questi temi, che riguardano il benessere e la libera possibilità di espressione dei parmigiani in un mondo a volte schiacciato dall’eccessiva commercializzazione e dal conseguente impoverimento linguistico.

Luigia Oberrauch Madella, segretaria del Gruppo Esperanto di Parma, ha aperto i lavori con un saluto inaugurale, spiegando l’origine della Giornata internazionale della Lingua Madre e ringraziando le istituzioni e gli impiegati della Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi per il supporto prezioso all’iniziativa. Il noto fotografo Sandro Capatti ha spiegato come l’incontro riflettesse i valori fondanti dell’associazione ‘Oltre il Ponte’ nel suo desiderio di stimolare un ricco dialogo tra le varie realtà del territorio per promuovere l’inclusione sociale.

Lo studioso di antropologia Luciano Mazzoni Benoni si è quindi cimentato in una dotta relazione sul tema principale della giornata: “Il valore vitale e le valenze plurime della lingua madre.” Il suo discorso ha spaziato dalle moderne teorie musicali ungheresi all’influenza del passaggio dal Paleolitico al Neolitico sullo sviluppo linguistico per sottolineare l’importanza della lingua materna nel definire una prospettiva irrinunciabile sul mondo, nonché uno spazio in cui potersi muovere liberamente e creativamente. Alla fine del suo discorso, Mazzoni Benoni ha ricordato come lo sviluppo tecnologico e l’urbanizzazione globale siano tra le cause della graduale scomparsa della diversità linguistica, che comporta una perdita di valore per tutti noi. In questo quadro, la lingua neutrale Esperanto si pone come forma rispettosa di aiuto alle minoranze linguistiche, per la sua politica di accettare e fare parlare tra di loro le diversità.

In un gradito intermezzo, un breve video comico ha fatto riflettere il pubblico sulla commistione ridicola di inglese e italiano in molte scritte pubblicitarie in Italia, spesso a fronte di un uso corretto e prestigioso della lingua di Dante in analoghe scritte all’estero.

La seconda parte del programma ha portato due testimonianze di insegnanti di Esperanto. La parmigiana Alessandra Madella insegna Esperanto a 1.000 studenti presso il College Artistico di Kunming, un’istituzione universitaria nello Yunnan, una provincia della Cina sud-occidentale particolarmente ricca di minoranze linguistiche. In questo caso, l’Esperanto si pone come mezzo per preparare gli studenti al mondo del lavoro in quanto lingua “occidentale” molto semplice, che facilita l’apprendimento delle altre, favorendo nello stesso tempo la conoscenza di ricche culture di confine, un po’ a margine nell’universo cinese.  Raffaele Franceschini è partito dalla sua esperienza di insegnante di informatica nella scuola pubblica per parlare di un progetto di introdurvi l’insegnamento dell’Esperanto, come strumento logico  e semplice per formare la mente dei ragazzi partendo dalle cose facili, ma anche come modo per stimolare un’attività di progetti internazionali. Ha quindi presentato al pubblico la traduzione di due opuscoli del tedesco Klaus Friese, che presentano l’Esperanto come gioco per i bambini delle scuole materne e in modo adeguato agli studenti dalle elementari alle superiori.  

I commenti positivi del pubblico, molto coinvolto e pronto a partecipare nella discussione, fanno sperare che anche l’anno prossimo si potrà ripetere un simile evento, che tocca la cittadinanza in più punti di interesse.

(Alessandra Madella)

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