Pillole di Salvezza 0966: Konrad Adenauer

Continua la rubrica dedicata ad Antonio De Salvo: proponiamo ai lettori un articolo estratto dal suo blog Esperanto-vivo (ospitato nella Bitoteko) che l’Instancabile sta costruendo pazientemente giorno per giorno.

In questo numero:

Konrad Adenauer

Il 19 aprile è l’anniversario della morte (nel 1967) del politico tedesco Konrad Adenauer (1876-1967),
it.wikipedia.org/wiki/Konrad_Adenauer
eo.wikipedia.org/wiki/Konrad_Adenauer
fondatore del partito tedesco cristiano-democratico/ CDU (aperto non solo ai cattolici ma anche agli evangelici), con una visione che privilegia la centralità dell’individuo, rifiuta sia il nazismo che il socialismo, e punta ad un capitalismo temperato da ampi elementi di protezione sociale.
“Bürgermeister” (Borgomastro, cioè Sindaco) di Colonia dal 1917 al 1933, Presidente dal 1922 al 1933 (durante la Repubblica di Weimar) del “Preußischer Staatsrat” (Consiglio di Stato prussiano), Adenauer fu esonerato dagli incarichi con l’avvento in Germania del nazismo (1933).
Quando, nel 1944, le truppe statunitensi raggiunsero Colonia, lo insediarono di nuovo come Borgomastro, ma poco dopo gli inglesi, nella cui zona di occupazione rientrava la città, lo esonerarono giudicandolo “incompetente”: mai valutazione fu più errata di questa, se si considera che poi, su ripetuta base elettiva, Adenauer fu Cancelliere della Repubblica Federale di Germania dal 1949 al 1963 (cioè, fino ad 87 anni, tanto da essere soprannominato “Der Alte”, Il Vecchio; è buffo che, alla visita di leva, era stato riformato per insufficienza respiratoria, il che non gli impedì di arrivare a 91 anni).
Adenauer è annoverato tra i “Padri” dell’integrazione europea, insieme con Robert Schuman, Jean Monnet, Paul-Henri Spaak e Alcide De Gasperi.

​Protagonista del “Wirtschaftswunder” (miracolo economico), che portò la Repubblica Federale di Germania dalle rovine della guerra ad una invidiabile potenza economica e stabilità politica, unite ad un’ampia democrazia, in politica Adenauer fu un sostenitore della riconciliazione con la Francia, dell’amicizia con gli Stati Uniti d’America, dell’opposizione al comunismo.
​Proprio per le sue forti convinzioni, Adenauer è stato, però, anche segno di contraddizione; mentre molti tedeschi lo ritengono tuttora “il più grande tedesco di tutti i tempi”, altri hanno criticato la sua linea politica sostanzialmente conservatrice, il suo incondizionato filo-atlantismo, un certo nazionalismo (sotto quest’ultimo aspetto, Adenauer era ovviamente malvisto dai polacchi, come risulta da una lettera pubblicata su “Espero katolika” 1966-4:
www.esperokatolika.org/ek19661970/ek1966_04.htm#19
​in cui un lettore polacco afferma di non aver potuto mostrare ai suoi connazionali un numero precedente, perché c’era una foto di Adenauer, che “avrebbe punto dolorosamente”.
Quanto ai rapporti con l’Esperanto, il 14 luglio 1932 il Borgomastro Konrad Adenauer salutò calorosamente, con un messaggio pubblicato nella rivista “Germana Esperantisto” 1932-8/9, p. 142, l’intenzione di tenere a Colonia il 25° Congresso Universale di Esperanto del 1933; successivamente, formulò l’invito ufficiale come Presidente del Consiglio di Stato Prussiano (v. “Germana Esperantisto” 1933-2, p. 32).
Il Congresso ebbe luogo (dal 29 luglio al 5 agosto 1933), ma in circostanze del tutto diverse da come le aveva immaginate Adenauer (nel frattempo, esonerato): il 27 febbraio 1933, infatti, c’era stato l’incendio del Reichstag, ​con numerosi arresti, anche di esperantisti, sospettati (specialmente quelli operai o comunisti) di atteggiamenti internazionalisti e di attività sovversive; c’erano state chiusure di circoli e confische; c’erano stati, culminati in quello di Berlino dell’11 maggio 1933, i roghi pubblici dei libri considerati contrari al nuovo spirito tedesco
www.bitoteko.it/esperanto-vivo/eo/2017/05/11/libri-al-rogo/ ;
​infine (“Germana Esperantisto” 1933-7 p. 121-122, e 1933-12 p. 192-193), l’Associazione Tedesca di Esperanto era stata costretta ad escludere da incarichi direttivi “Nichtarier, Marxisten oder Kommunisten” (non-ariani, marxisti o comunisti), mentre era preclusa perfino la semplice adesione alle “Personen mit staatsfeindlicher Einstellung” (persone con atteggiamento antinazionale).
Il Congresso si svolse, quindi, in un clima di forte tensione (v. ESPERANTO E VALORI EBRAICI, da e-brei.net)
www.e-brei.net/index.php?mact=CGBlog,cntnt01,detail,0&cntnt01articleid=877&cntnt01returnid=46 ;
ma delle dolorose vicende del movimento esperantista tedesco sotto il nazismo parlerò in altra occasione.
Allego:
​- i francobolli italiani del 1971 per il 20° anniversario della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), con i ritratti di Adenauer, Schuman e De Gasperi;
​- “Germana Esperantisto” 1932-8/9, p. 142 (dalla Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna).

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