Italia, Paese di musicisti: Cristina Casella

Nel panorama musicale esperantista è comparsa qualche tempo fa la musicista italiana Cristina Casella, che sta spopolando su Youtube con le sue cover di canzoni famose: vedi, ad esempio, “Ha-lo“, cover di “Hello” di Adele [https://www.youtube.com/watch?v=exIDp2vlkmw];
Sen iu kondiĉo“, cover di “Unconditionally” di Katy Perry [https://www.youtube.com/watch?v=9kDm7Kxncdk];
la recentissima “Kio pri ni?“, cover di “What about us” di P!nk [https://www.youtube.com/watch?v=b_Ld_A9nbEk].

Nova Sento in Rete l’ha intervistata per voi.

D. Come ti sei avvicinata all’esperanto?

R. Casualmente, possiamo dire. Da diversi anni ho un mio piccolo studio di registrazione. Attività, quella musicale, che svolgo quasi a tempo pieno (se non fossi assorbita anche dalla cronaca nera e dalla criminologia forense). Nel 2012, un mio cliente – oggi amico e collaboratore – mi chiese di cantare un brano natalizio da lui scritto e composto. Fin qui, nessun problema. Quando, però, mi inviò il testo, rimasi perplessa. Sì, perché di esperanto avevo solo sentito parlare. E nemmeno poi così tanto. Contattai il mio cliente e gli dissi che non sarei stata in grado di cantare in una lingua del genere. Lui mi incoraggiò, mi disse che non era nulla di così complesso. Così, tra il dubbio e il senso di inadeguatezza, provai. Il risultato non fu affatto malvagio. Da lì ho continuato a cantare in esperanto, sempre su richiesta del mio cliente.

D. Ti senti coinvolta nel movimento esperantista italiano?

R. Il mondo esperantista è una realtà che mi incuriosisce molto. Non posso dire di essere coinvolta nel movimento, in quanto non frequento tali ambienti. Per mia colpa, ovviamente, in quanto presa dai mille impegni della quotidianità. Da quello che ho potuto intravedere, posso affermare con certezza che sempre più giovani si avvicinano all’esperanto rimanendo colpiti dalla sua facilità di apprendimento e dalla duttilità negli usi.

D. Come hai deciso di cantare cover di canzoni inglesi/americane in esperanto?

R. In maniera del tutto casuale. Era da poco tornata sulle scene la cantante Adele, una delle mie preferite in assoluto. Il suo singolo, “Hello”, mi era piaciuto così tanto da decidere di arrangiarlo ex novo, realizzandone una versione un po’ differente dall’originale. Non mi definisco una cantante, difatti non cantai il brano ma mi limitai ad un lavoro di arrangiamento e di missaggio. Qualche mese più tardi, stupefatta dal successo della canzone, mi convinsi che forse era il caso di provare a registrarne una cover per poi diffonderla attraverso il web. Avevo già realizzato la base, tra l’altro, quindi perché non completare il lavoro anche vocalmente? In inglese, però, c’erano già migliaia di cover del brano “Hello”. Poi, sinceramente, non è che mi faccia impazzire l’idea di cantare in questa lingua, pur avendo una discreta pronuncia. Così, conversando con un amico, mi venne in mente l’esperanto. Col senno di poi, ci ripensai su: “No, figurati, cosa ne verrebbe fuori? Non è semplice cercare di restare fedeli alla metrica originale. L’esperanto non mi pare così musicale. Meglio lasciar perdere. Anzi, forse potrei fare un tentativo, ma sono certa che non andrà a buon fine”. Tanti dubbi, ma alla fine nacque “Ha-lo”. Visto l’entusiasmo creatosi in rete, ho chiesto aiuto al mio collaboratore, Roberto Pigro, chiedendogli se volesse intraprendere questo percorso con me. Ammetto di essere molto affascinata dal mondo musicale anglosassone e statunitense, di conseguenza per me è molto semplice realizzare un certo tipo di canzoni. E credo che questo sia anche un modo per incuriosire ed avvicinare le nuove generazioni all’esperanto.

 

D. Pensi che pubblicherai un album di canzoni, o ti ritieni soddisfatta dalla presenza su Youtube?

R. Fare un album è molto impegnativo. Probabilmente pubblicherò qualche brano inedito in esperanto, ma le cover mi entusiasmano molto di più.

 

D. Quali concerti hai già fatto in ambiente esperantista?

R. La scorsa estate sono stata ospite dell’84° congresso della FEI, tenutosi a Policoro (MT). In quell’occasione ho presentato sia cover che brani inediti in esperanto. Ho ricevuto, in questi mesi, diversi inviti a tenere concerti in vari congressi, specie quelli giovanili. Trattandosi di eventi esteri e in date sparse in un lungo arco temporale, ho dovuto declinare gli inviti a malincuore. Viaggiare per l’Europa ed incastrare il resto dei miei impegni risulta complicato, in questo momento.

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