Attività a Livorno

Da “Il Tirreno” (edizione Livorno) 12 aprile 2018

All’Iti e al Don Angeli 

A lezione di esperanto per imparare la fratellanza

LIVORNO. La lingua “esperanto” è arrivata fra gli studenti dell’Iti Galilei ma anche fra gli alunni dell’istituto comprensivo Don Angeli (nelle scuole secondarie di primo grado Michelangelo e Pistelli).

All’istituto superiore di via Galilei, in collaborazione e in compresenza con gli insegnanti di lettere, il gruppo esperantista livornese “Ni semas” (noi seminiamo) ha tenuto corsi di lingua e cultura esperantista in quattro classi: la 2ª A, la 2ª C, la 2ª D e la 2ª E.

Dal quartier generale dell’associazione – al museo di storia naturale in via Roma 234 – si sottolinea che «gli studenti hanno seguito le lezioni con attenzione e interesse, riuscendo a comprendere il valore formativo di educazione alla mondialità intrinseco a questa lingua». Ecco perché, a giudizio del gruppo esperantista livornese, «i buoni risultati di queste esperienze ci inducono a sperare in una maggiore collaborazione con altre scuole affinché l’esperanto a Livorno continui a divulgare i suoi ideali di pace e fratellanza fra i popoli».

Il gruppo di “Ni semas” ribadisce che «la lingua esperanto a Livorno ha una lunga tradizione»: nella nostra città è attiva una associazione fin dal 1925. Lo si ripete precisando che si afferma che «l’esperanto non è una lingua morta»: attualmente viene parlata, secondo quanto riferito, «da circa dieci milioni di persone» ed è «talmente viva da permettere a chiunque la creazione di parole e costrutti “Nuovi” che possono essere compresi da esperantisti di qualsiasi nazionalità. «Il nostro maggior impegno – viene messo in evidenza – consiste nella divulgazione, specialmente nelle scuole di ogni ordine e grado, sia della lingua sia della cultura di pace e integrazione tra i popoli».

Viene messo in evidenza che l’esperanto è stato «creato nel 1887 come seconda lingua con lo scopo di abbattere le barriere linguistiche e accomunare tutti i popoli mettendo tutti su un piano di pari dignità linguistica». Il gruppo esperantista labronico tiene a puntualizzare che «è una lingua semplice, ha poche regole ed è gratificante anche perché copn poche lezioni permettere già di comunicare e comprendere piccole frasi, è propedeutico allo studio di altre lingue (come un tempo era la lungua latina) e favorisce un uso più consapevole della stessa lingua italiana».

(Lemmi Gigli)

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