Relazione sul seminario linguistico 2018 a Pietrasanta

Come si costruisce un seminario linguistico di successo, come quello svoltosi a Pietrasanta dal 28 aprile al 1 maggio? Prima di tutto con un’idea. Di fronte all’ingrigirsi degli esperantofoni, perché non provare a seminare nei vasti campi delle scuole, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore? Non tutti i semi attecchiranno, e non tutte le ciambelle verranno col buco (sappiamo tutti che gli esperantisti provetti, le deliziose torte Sacher come le tostissime crostate di prugna, si cuociono nel forno.) Ma solo con questo lavoro di propaganda certosino e capillare si potranno interessare future generazioni a quanto di buono su tutti i piani l’esperanto ha da offrire. Soprattutto i ragazzi delle superiori sono in un’età dorata, in cui, se l’infarinatura riesce, la lievitazione esperantista negli anni è perlomeno probabile. A questo punto però c’è l’inghippo. Come convincere gli insegnanti già stressatissimi per non riuscire a svolgere bene le proprie materie nel poco tempo disponibile e che, se insegnanti di lingua, dall’esperanto si sentono pestare i piedi? Da qui l’idea centrale: lasciare da parte i fronzoli e andare dritto al sodo, chiedendo il minimo di tempo possibile per fare passare concretamente il messaggio. In altre parole: “Mallonge enkonduki Esperanton en lernejojn.”

Un grande contributo al seminario è venuto quindi dagli esperantisti tedeschi, in particolare Klaus Friese di Amburgo, che ha preparato dei pieghevoli molto efficaci per l’insegnamento a bambini di età scolare e prescolare. I più piccini possono colorare la storia della buona tartaruga occhialuta premiata per la sua saggezza nell’indicare una lingua comune agli animali dalla fatina di Hollywood. Mentre i ragazzi più grandi si possono sbizzarrire tra gli aspetti linguistici e i dati di vita pratica dell’esperanto. Lu Wunsch-Rolshoven, che ha collaborato con Friese nel progetto, ha portato ai seminaristi di Pietrasanta il suo messaggio e la sua esperienza per una corretta divulgazione dell’esperanto portando sempre informazioni certe e facilmente verificabili (lingua usata in più di 120 paesi, pubblicazione annuale di oltre 110 libri in esperanto, consolidata cultura comprovata da oltre 10.000 libri già pubblicati, vastissimo repertorio di canzoni in esperanto, oltre 1000 esperantisti per i quali l’esperanto è lingua materna ecc.). Ugualmente importante è l’efficacia della ripetizione delle campagne informative e della scelta mirata dei destinatari nell’informazione pubblicitaria, in questo caso rivolta alle scuole.

Gli organizzatori che hanno partecipato in loco, Laura Brazzabeni, Brunetto Casini e Raffaele Franceschini, hanno portato il proprio contributo concreto allo svolgimento del seminario che, durante tutte le sedute ed anche durante gran parte delle conversazioni nel tempo libero, si è svolto in esperanto. Franceschini ha illustrato il proprio progetto di conversazione via Skype “Rondo Familia”, ormai vivo da parecchi mesi, che potenzialmente potrebbe avvicinare anche ragazzi giovani al mondo dell’esperanto parlato, ed ha lanciato l’idea di affiancare ai correttori di Kirek un gruppo di esperantisti disponibili a tenere conversazioni via Skype con i corsisti. Laura Brazzabeni e Brunetto Casini hanno illustrato diversi modelli di presentazione alle scuole, tra cui quello di Mireille Grosjean per l’ILEI e la circolare per l’introduzione dell’esperanto nelle scuole, mandata in precedenza ai gruppi locali e ai seminaristi con consigli pratici. Hanno aiutato attivamente i lavori anche i partecipanti al seminario, soprattutto portando il contributo della propria esperienza nelle scuole, attraverso la stesura di una lettera per insegnanti e responsabili scolastici. La sua importanza non può essere sottovalutata, perché si tratta nella maggior parte dei casi del primo contatto da cui dipendono i rapporti futuri. Per questo era fondamentale calarla il più possibile nella psicologia di chi nella scuola, spesso con difficoltà, ci lavora.

L’aspetto culturale del seminario non solo ha permesso ai partecipanti di godere della bellezza architettonica e del valore artistico dei paesi circostanti, con un’escursione ad un laboratorio di marmo ed una gita di mezza giornata curata dagli amici di Massa, ma ha presentato l’esperanto in piazza con i concerti di Piero Nissim e JoMo, trovando anche una sua eco sulla stampa e un suo inserimento nel programma ufficiale di una prestigiosa manifestazione locale quale “Marina in fiore”. Sicuramente tutti questi aspetti hanno contribuito alla riuscita del seminario e già si pensa di proseguire questa esperienza l’anno prossimo, si spera anche con i nuovi insegnanti che la semina di quest’anno avrà nel frattempo fatto sbocciare.

Alessandra Madella

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